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©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi

Billy Idol / DANCING WITH MYSELF

When there is nothing to lose and there’s nothing to prove…

 

Tocca a te stesso

 

Voglio che tu vada stasera. Rullo oscillante: rotola e dondola, sai chi siamo e conosci il nostro gioco.

Abbiamo i capelli, il progetto, la pelle tatuata: lo sai che siamo nati per vincere.

 

La fortuna non ha mai il tempo di essere tua amica o mia; quella che chiami la tua autostrada potrebbe essere il tuo vicolo cieco.

Alzati ogni volta che cadi: devi dimostrare che ti senti giù.

 

La vita rivela ciò che è distribuito nelle stagioni: il ciclo ritorna, e con l’alba presto andiamo avanti.

Non potrei comprare un occhio pieno di sonno, essendo costruito con parti rubate; un telefono nel cuore… qualcuno mi trovi un prete per mettere la mia mente a posto e mostrarmi come vivere.

 

Beh, stavo guardando mentre tossivi; ho bevuto la vita mentre avevi la nausea, e così bevo alla salute mentre tu uccidi.

Ho solo una cosa che posso offrire: vai avanti e salva te stesso.

 

Svegliato dai doveri e inviato alla giornata, mi aggrappo ai giorni che sono a 20 gradi e indosso l’anello: solo così il pugno colpisce più forte.

Ogni angelo desidera non essere mai stato baciato: sogno infranto che ti tormenta nel sonno, nascondendo nel tuo sorriso un segreto che devi mantenere.

 

Non c’è scarlatto in te quando stendi il velo per te stesso.

Com’è vero che Dio ha creato il vino, non puoi avvolgerti nelle tue braccia o intorno a un ricordo: rimani la fiamma della candela che sfarfalla alla vita.

Credi che l’amore per te stesso è la vita: balla tra la polvere magica e credi nella trance di mezzanotte.

 

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Seconda possibilità

 

Tutto quello che devi fare è condividere la ricchezza.

Buona fortuna a te stesso.

 

Conoscere il cuore umano è come leggere le stelle. Quando tutto sta per crollare, forse otterrai quello che volevi questa volta: il trucco è continuare a respirare.

 

L’alcool, il canto, la mascherata e il rifugio mi sono cari: nastri e pizzi e catenelle a margherita. Non credi ci sia abbastanza paradiso qui?

 

Un bacio di serpente per le parole che preghi; mangeresti le tue unghie per paura di vendetta (un tipo di visitatore in una strada al neon).

Tutte le caratteristiche dal grande fascino che tornano alla mente ogni volta che il mio lavoro mi riserva il privilegio di pasteggiare tra le mura di un palazzo e di udire la sua intima voce.

 

È saggio aspettare i fatti, piuttosto che saltare a conclusioni in tempi incerti.

Uscito di casa con un pacco di vestiti, ma privo di un albero genealogico, il tempo mi pare essere tornato in prigione solo per chiedere qualcosa in cui credere: nessun dare e nessun avere, una volta sola potrebbe essere tutto il tempo.

 

Una bottiglia di innocenza: assaggiala.

Live streaming che dorme su internet, oh sì… lampioni che mi portano a vertigini: questa volta mi appartengo.

 

Giocare al morto per nascondersi dalla miseria: che dolce sollievo.

Sono andati a pezzi tutti i chi e i dove di questi anni.

 

Ho preso un proiettile di salgemma al petto e ho versato un po’ di sangue, abbastanza da far venire i brividi a un pinguino.

 

Incontrarti nel momento giusto è difficile, mi perdo online.

Voglio aprire e mostrarti un po’ di emozione, ma manca qualcosa: il sorpasso.

Perché non finisce mai?

🎧 Stato di ascolto

 

🔊 Volume emotivo: vulnerabile, ma resistente

🌑 Colore sonoro: notturno, ansante, borderline

🗣️ Tipo di voce: confessionale, spezzata, febbrile

🕯️Tessitura emotiva: oscillante tra auto-salvezza e crollo

 

 

 

©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi