©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi
VS.
Gli eroi si preparavano all’incontro col maestro.
È la pausa emotiva richiesta dal cervello per domare la ferocia dell’ansia che attanaglia quotidianamente. Sono tre rose rosse che galleggiano su un mare inquinato, prima di finire spazzate dalla tempesta. Entrare e uscire dall’ombra, mostrando solo frammenti, non è una missione facile, finché la luce non tradirà te e la tua vuota elucubrazione. Cercare nei tuoi occhi una traccia di umanità ti farà galleggiare avanti e indietro sulle onde come un pifferaio magico, una stupida carcassa inerte sotto le martellanti onde dell’adorazione.
Preso da questa visione senza soluzione di continuità, chiama un ottimista, hai scambiato dei cenni per un’approvazione. Meglio tenere i sogni in secondo piano…
Though nothing, will keep us together
We could steal time,
just for one day
We can be Heroes, for ever and ever
What d’you say?
(da Heroes, David Bowie)
Epilogo berlinese
Ho vissuto una bugia e non c’è niente dentro. Ho dormito mille anni, a quanto pare. Devo aprire gli occhi su tante cose. Senza un pensiero, senza voce, senza anima, non voglio morire qui: ordino al mio sangue di portarmi alla vita. Lo sai, è spossante perdere al tuo stesso gioco, egoisticamente odiato. Non meravigliarti se sei stanco: non puoi giocare a fare la vittima. Questa volta sei troppo in ritardo. La mia certezza è travolgente, intrecciata al futuro: romanticismo, azione e mistero.
Berlino sinusoidale è un giro di particelle, la sua luce è stata spenta e proveremo a riaccenderla, può essere la casa onesta dove puoi riposare la tua mente stanca.
Quando un eroe cade da qualche parte del pianeta e brucia come una cometa davanti a tutti, si sentono i regni andare e venire sulla stazione spaziale che sferraglia sulle nostre teste.
Da ogni immagine di perfezione nasce una miniera d’oro, le menti del marketing ti hanno dato la ricetta. Succede tutte le volte. In questo mondo oscuro, a tratti, sei a disagio. Raggiungere la luce in una sfida di paradigmi tossici diventa un’impresa. Che cosa ti puoi aspettare da oligarchi e pedofili? E ti chiedi perché ci provi e ti distruggi col tempo.
Oltre la cortina, i confini e gli spiccioli, il vento non soffia solo perché lo vuoi tu, lo sai, non siamo tutti insieme un solo organismo.
Tutti calpestano la libertà e si mangiano le virtù, tutti calpestano la libertà e si mangiano le virtù, tutti sanno ballare anche con un solo dito, il nostro passato non era un libro di storia, era cenere per chiedere un po’ di polvere al crepuscolo sfregando contro i bordi dell’esperienza.
C’è un eroe dentro di te che sta cercando di crescere un uomo dentro di me, ha lo sguardo di qualche attore già visto al di fuori delle situazioni ordinarie, anche al di fuori dei sogni, è un camaleonte da combattimento, hai la tua vita di cui occuparti, questa città è un rifugio di abbandonati e randagi, giganti della commedia, eroi squattrinati.
Devo ammettere che ho perso la lucidità di un tempo, le idee per tenere a bada l’inferno sono svanite, la notte è così oscura e perseguita il re e la regina della Terra promessa. Eravamo vittime di noi stessi, forse i figli di un dio minore tra il paradiso e l’inferno, abbiamo rubato le nostre nuove vite attraverso il sangue e il nome in difesa dei nostri sogni, è all’alba che arriva l’oscurità, questa è la lezione che dobbiamo imparare.
What a day to meet the master
I’ve been waiting for so long
Final day to meet the master
It’s my time to go home
(da Meeting the master, Greta Van Fleet)
Anticamera per il maestro
Ho trovato il maestro che giaceva storto sulle scale, stava litigando col suo ritratto, stava cercando di strappare qualche risposta all’assioma lunare. Ero così geloso della sua posizione, provando a trovare la luce per ogni anima spezzata. Forse siamo nati e cresciuti troppo cinici sulla scia di un miracolo che non abbiamo mai visto. Si dice che hai ricevuto la sacerdotessa in nero, la peccatrice con l’anima da imitazione, la seguiva uno stuolo di suore in posizione da stress, fumando Marlboro, brandivano armi di distruzione di massa.
Oh… che noia, ha detto, essere così adorata, non riesco a spegnere ciò che mi eccita.
Il maestro non è morto, hanno solo saccheggiato la sua tomba, rubando il mantello tempestato di maestà, la sacerdotessa tra noi ascolta la gente del calibro dei vivi e dei morti, anche i peccatori vanno a bere il vino e a spezzare il pane quando viene loro promessa la libertà.
Abbiamo combattuto tutti per una favola e abbiamo lasciato un’urna vuota, salviamo la canzone del maestro dove tutto trilla a ritmo e devota ripresa.
Mi sento preso dai miei pensieri in mancanza di una causa migliore, sono stato un fuorilegge alla corte delle opinioni sbagliate e il mio cuore è appeso come una bandiera. Questa sera siederò al tuo tavolo, maestro, a braccetto con chiunque voglia perorare una causa migliore.
Quegli uomini che bramano la nostra terra per le ricchezze strane e nuove non ti hanno mai ascoltato, è ormai certo, avevano la mente piatta come il mondo prima di Cristoforo Colombo.
E come avrebbero potuto valutare il tuo valore così raro?
Il mondo non prenderà mai il mio cuore, tutti vogliamo interpretare questa bella parte, non sono un eroe, solo un uomo che doveva cantare questa canzone.
Verrà un giorno che ripuliranno il tuo aspetto per fare di te un cittadino e guardare tutte le cose che prometti, ti faranno un sorrisetto e useranno i loro metodi per tenerti puliti, vedrai le tue promesse fatte a brandelli e sarai un altro ingranaggio nella macchina del delitto.
Ti ho portato di nuovo alle lacrime, sarai scambiato per il dolore che ci hai venduto.
Il destino ha lasciato le sue cicatrici sul tuo volto con tutto il danno che ti hanno fatto, sei così stanco per l’età, prova a voltare pagina.
Se le tue convinzioni fossero una fase passeggera, i parassiti sarebbero striscianti e noi potremmo gettare le fondamenta della decadenza per farti morire da santo.
ShakerUp
Arriva mezzanotte con la luna morta tra le fauci
Aspettavo la grande stella sul punto di cadere
Qualcuno deve averli sistemati
Ora lavoreremo nella polvere calda del mulino.
Tutti i grandi cuori, allestiti all’improvviso, iniziano a battere.
È un segreto del passato che resusciterò.
Posso sentire il suo fantasma respirare sulla mia pelle,
Non c’è fine al deserto che dovrò attraversare.
Sto ballando con la morte, proprio qui nel mio cortile.
Sembra una replica.
Sto aspettando il permesso per il decollo.
Sono a metà strada, fuori dalla porta a recitare versi di rimorso.
©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi