3dffbe9f1c050ad55a0ef23745b788549488ff67

©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi

HANNO ARRESTATO BABBO NATALE



I PARTE - SUONI GIOCONDI

 

Non farò una lista per mandarla al Polo Nord, a Santa Claus. Non rimarrò sveglio nemmeno per sentire il click di quelle magiche renne, non chiederò molto a questo Natale, nemmeno la neve, continuerò ad aspettare sotto il vischio. Guardo le mani che fanno gli straordinari, mi piacerebbe pensare che qualche volta, forse stasera, il mio obiettivo possa essere diventare la tua visita.

 

Ha caricato un sacco di giocattoli e gadget sulla sua slitta e il figlio di ogni madre spera di vedere se le renne sanno volare. Nel Nuovo Mondo c’è il vecchio stile, decorano i corridoi con rami di agrifoglio quando quei fiocchi di neve blu iniziano a chiamare.

 

Il Natale è un periodo rock, le campane stanno suonando e i bambini piccoli iniziano a dondolarsi, vogliono lo xilofono e lo spartito di Chuck Berry, due Fender Bassman e una Rickenbacker, tutti stanno cantando, è di nuovo Natale.

 

Dal tetto penzolano falci di ghiaccio, le loro voci lamentose diventano irritanti e stemperano un sorriso morto sul mio viso.

 

Penso al buon dio e odio questi aiutanti di Satana, ho preso una mazza da baseball e li ho fatti correre tutti ai ripari.

 

È tempo di essere gentile con le persone che non sopporti tutto l’anno.

 

La Cadillac era ferma accanto alla villa, gli Yankees erano dentro a gozzovigliare, dopo solo un quarto d’ora ho avuto il mio primo assaggio di whisky. C’erano degli zii che tenevano lezioni sull’antica storia irlandese, ma poi gli uomini iniziarono a raccontare barzellette pepate, e le donne diventarono vivaci, non ho mai avuto tempo per i rossi, per il bere, per i dadi, e per le donzelle e non ho mai combattuto quando il furore era giusto.

 

Gli anni sono passati e i tempi sono cambiati, sono diventato Babbo Natale, ho imparato ad amare le virtù e accettare gli schermi, ho bevuto birra e sono tornato a casa all’alba, al mattino mi sono inventato barista, ho suonato i campanelli e ho annacquato l’alcool, ho parlato di donzelle e di cavalli agli uomini che bevevano, mi hanno detto che un loro squattrinato guadagna soldi in un posto lontano, alcuni sono partiti per il paradiso, senza preavviso.


II PARTE – FELICITÀ FORZATA

 

Bè, immagino che non sia bello dare di matto alla vigilia di Natale. Sai, sono venuti i poliziotti e mi hanno arrestato, avevano un vantaggio ingiusto e anche se la prigione non aveva un albero, il Natale è arrivato una notte prima. Questa notte non sarò a casa, ma chiedo, per favore, che qualcuno paghi la mia cauzione. Mi sto stancando di tutta questa allegria natalizia, lascio i regali e poi lasciatemi in pace, così posso vedere il momento migliore.

 

Sei un barbone, sei un punk, sei una vecchia sgualdrina stesa nella spazzatura, prega dio che non sia l’ultimo Natale, avresti potuto essere qualcuno se non avessi venduto i tuoi sogni.

 

Mi sono perso, senza nessun posto dove andare, oh, quando ero bambino quanto mi sembrava magico, ma ora lasciami dormire, è Natale, neve perenne e venti fioriti, era il luogo in cui vivevi. Pensavo fossi bruciato, ma non congelato nei tuoi peccati.

 

I fantasmi della fotografia non hanno mai mentito, sarebbe un falso ricordo, ho visto astronavi sopra Londra, ogni aereo, ogni fotocamera, sono un desiderio che non è stato esaudito.

 

Sono il tuo fantasma in fuga col passato, ho fermato il tempo perché è così divertente gironzolare al buio.

 

Ha cominciato a nevicare nel cuore della notte alla vigilia di Natale, passeggiando per lo zoo del parco statale è tutto bianco, dovrebbe andar bene, ho pensato di liberare gli animali tutti rinchiusi qui alo zoo.

 

Ho aperto il recinto dove c’erano i pavoni e i lama, scatenati i serpenti e le foche. Potrebbero uscire tutti, ma rifiutano di andarsene perché concordano di essere infelici negli zoo, preferiscono salvarsi, sembrano dirmi.

 

«Grazie… ma no, grazie amico, essere preoccupati è positivo», dicono gli elefanti, gli oranghi, tutti gli uccelli e anche i canguri.

 

Mi sono svegliato stamattina e cosa ho visto: una grande nuvola nera incombere su di me. Ho acceso la radio e sono quasi morto. Le notizie erano così brutte, c’è stato uno sciopero del gas, uno dei camion, lo sciopero del pane, oh mio dio, nemmeno Babbo Natale e le sue renne possono sopravvivere.

 

Bollette del gas, mensili dell’affitto, fatture fiscali sono un tale disastro, ma rimango vivo, mi piacerebbe davvero cambiare il mondo, salvarlo dal caos in cui si trova, posso volare, ma non so nuotare, guardo il giornale e cosa trovo?

 

Rapina-violenza-follia. Dobbiamo uscire da questo posto, ci deve essere qualcosa di meglio in questo mondo.

 

Diciamo che prendi solo quello che porti, siamo tutti inseguiti dai sogni, non è qualcosa tra cui puoi scegliere cercando sempre quella cosa sicura, oh la volevi disperatamente, non ti sentivi mai completo. Ecco perché viviamo di nuovo giorni come questo!

©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi