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©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi

WHAT’S UP (1992) VS RADIO GA GA (1984)


25 years and my life is still,

Trying to get up that great big hill of hope

For a destination.

I realized quickly when I knew I should

That the world was made up of this brotherhood of man

For whatever that means.

 

(da What’s up, 4 Non Blondes)

Acqua pura

 

Riesco a vedere in 3D, fantastico: intorno a me i mostri prendono tutti i posti in autobus e i cannibali si scolano tutte le bottiglie, ma io col mio visore vedo solo gemme colorate.

Sto correndo a prendere le mie commedie, le tragedie le lascio ai corridori esperti, alle lady che fanno tendenza. Le lady faranno pure tendenza, ma io sono l’argomento e devo assicurarmi di non aver bisogni di premi o di menzioni.

Quando creo, sei la mia musa ispiratrice, quel tipo di sorriso che fa notizia e nessuno può mettere in ombra il tuo nome in queste strade. 

Triplice minaccia… sei una ragazza, un capo o un semplice impegno? Voglio dedicare una standing ovation a tua madre che ha fatto un ottimo lavoro nel crescerti.

La vita è una e devi fare un po’ di corse, dimentica i “forse”, il mondo è a terra, ma con un colpo gira.

Il cielo è bipolare, necessita di più ossigeno.

Le mie Nike hanno cinquanta sfumature di pulito, siamo al matchpoint, indovina che perderà?

Non è Wall Street, ma la mia penna vale oro, ci sono offerte?

Ho due parole in tasca, se non basta la giacca. C’è chi passa la notte in bianco con la pasta e chi, con la pasta, tira a fine serata. Ma cosa ci aspettiamo? Non ti basta un pedalò per prendere il largo?

 

Non mi fido mai del mondo, ma solo della mia anima. Puoi pure cambiare un posto, ma l’accento resta addosso, lo sai. Non voglio ripeterlo.

 

Sono tagliato come un diamante che brilla grezzo, fai un giro con me, strisciando nel fango non sono riuscito a trovare l’amore, ma brillo ancora e questo è difficile. Sono il nickel sulle corde della mia vecchia e buona chitarra Gibson.

Ho anche sentito che hai firmato la tua vita per quella catena nuova di zecca. Hai i soldi, ma non te li puoi permettere, hai la borsa ma è un regalo. Non litigare in eterno col manager stravagante, è senza spina dorsale. Non piangere come un fiume, non ho abbastanza fazzoletti.

 

Sai una cosa? Non abbiamo mai avuto soldi vecchi, però abbiamo un sacco di soldi nuovi. Siamo venuti dal nulla a qualcosa.

Let’s hope you never leave, old friend

Like all good things, on you, we depend.

So stick around, ’cause we might miss you

When we grow tired of all this visual.

 

(da Radio Ga Ga, Queen)

Dettagli dei sogni

 

Okay, va bene andare in giro nella brezza. Qualcuno ha importato quantità enormi di metri cubi d’aria dalle vette dell’Himalaya e c’è qualcun altro che la sta vendendo a prezzi elevati quando le temperature debordano.

Okay è facile quando vivi la vita che desideri.

Ti darò due ali per volare via, ma vuoi andare così in alto dove il mondo è una pillola? Avrai problemi a comunicare, ma ti basterà la mimica, un po’ di chimica e il tuo numero di stanza della clinica. Passerai l’inverno lassù, tra quelle pareti, ma c’è chi ha passato l’inferno con due parenti che non volevano figli e tanto meno spese, non lamentarti troppo, sei nel paradiso fiscale dove il bottino scompare e dio non decide, è neutrale.

Siamo al business della musica dove non puoi sbagliare accordi, esci dagli studios col sorriso perché hai firmato un contratto che sarà la tua rovina. Se ti senti preso in causa, allora sei all’apice del problema. Fai una foto ai cash perché tanto dovrai darli indietro. In questo mondo nulla è gratis, cosa speravi di comprare? News per pagare i debiti? Ricorda di suonare nei peggiori bar come hanno fatto le migliori star. Non puoi andare ancora in alto se la base non è solida. Non cercare la fama, insegui l’immortalità. Ti vedo camminare sul lungomare, ma non prenderai mai il largo, ricordati che il destino non si fa mai attendere, ma chi lo vuole schivare diventa come l’olio nell’acqua. E chi lo sfida è come l’odio col padre eterno, il denaro vince sempre (è come l’oro del Papa), ti lascia le tasche vuote come la cassa malati e il tuo numero civico diventa l’ospedale.

Ora siamo ancora sul molo d’estate ed è cambiato tutto, è rimasto solo lo sfondo del lungomare.

Chiedetemi cosa ho imparato da tutti questi anni, cosa ho guadagnato da tutte queste lacrime, sono costretto a flettermi come un acrobata dannato per vincere quel concorso, tengo la testa alta, il pane alto, non mi arrenderò. Il momento fatidico è sulle mie tracce come un cacciatore di taglie, sarò l’autore sullo schermo direttamente a casa mia.

Sono in strada alla parata della salute, magari preferiresti vivere nei secoli bui per lasciare un segno, ma devi solo prendere diverse posizioni e poi provare a ripristinare la tua pace.

Lo sai, anche l’ombra non ha mai reso nessuno meno gay, controlla il tuo bisogno di urlare contro tutte le persone che odi, cerca di essere un po’ GLAAD.

Sogna di essere seduto sulla luna mentre il mondo intorno si sgretola, la gente non capisce, il posto di essere felice, si accontenta e si intristisce e a volte pure finisce a farsi divorare dalla paura senza sapere che se la guardi dritto negli occhi svanisce. Forse questo è il punto, in pochi alzano lo sguardo, occhi puntati a terra come sotto comando, non vedono dove stanno andando anche quando stanno inciampando. Le luci della città ti hanno sciolto quella maschera e non dici una parola come Chaplin, sei pronto a morire come Steve McQueen, cambi il tuo umore come cambi i capi di abbigliamento, non sperare nel mio flop (ora sono al top) sono solo, ma valgo come cinque, i Jackson.

©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi