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©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi

ITALIAN SONG LIST #4

DE GREGORI

 

 

GENERALE, DIETRO LA COLLINA

 

CI STA LA NOTTE CRUCCA E ASSASSINA

E IN MEZZO AL PRATO C’È UNA CONTADINA

CURVA SUL TRAMONTO, SEMBRA UNA BAMBINA

DI CINQUANT’ANNI E DI CINQUE FIGLI

VENUTI AL MONDO COME CONIGLI

PARTITI AL MONDO COME SOLDATI

E NON ANCORA TORNATI.

 

FRANCESCO DE GREGORI, “GENERALE” (1978)


 

GENERALE, QUESTE CINQUE STELLE...

DIARIO DI GUERRA DEL TEMPO PRESENTE

Quando eri giovane c’era gente che parlava, scriveva e ordinava. Ti sentivi così perso in quel rumore e volevi trovare una voce per riempire il vuoto. Eri diverso dai compagni, un po’ fastidioso, facilmente irritabile, forse permanentemente infastidito. Ma credimi, non è cambiato molto da allora. Non potevi pensare di avere una scelta.

Ora tutti i tuoi problemi, tutto quello che senti, li puoi soffocare con le pillole e le bottiglie, e pensare anche a una soluzione di fondo. Stanco e oberato dal lavoro in un sistema che ti ha vincolato.

Questa città con quattro mura, sì, è il nemico. Penso che tu abbia ragione. Ma la battuta finale è che… non si sono mai preoccupati di chiederti del tuo stato d’animo migliore. Non sottovalutare mai il potere. Un piede fuori dalla porta alla volta: puoi crollare o bruciare di follia. Sarò l’osservatore della tua ascesa di fronte alla stessa tua incredulità.

 
 
 
THE ENEMY
 

Mi hanno detto: “sparerai al bersaglio perfetto”.

Fatti forza. Tendere la corda dell’arco.

Stanotte farò tremare la terra.

Succo d’ananas e coraggio tropicale del Rubicone.

Stavo aspettando una ragazza come te.

Non sono pronto per il combattimento.

È ora di scappare e voltarsi verso il romanticismo. 

 

Nello sfarfallio delle esplosioni viene scritto un fumetto, dove le mani si alzano in segno di pacificazione.

Non ballare nella pinta del presunto nemico finché tutte le tue migliori intenzioni siano riversate ai tuoi piedi.

Non farò mai qualcosa di straordinario in una scena di un film muto.

 

Questo verrà, questo andrà.

Lo so bene, l’ho visto.

La forma del mio viso quando tengo la testa tra le mani.

Le guerre non durano per sempre.

Il problema è che lo fanno i ricordi.

Non avrei mai pensato che l'odio sarebbe stato peggio della paura.

Ho paura per tutti coloro che mi sono cari.

Un gattonare per attraversare la distanza non equivale alla nuotata di mezzanotte. È un lutto di dubbio furioso. Una canzone mai scritta. Nessuna combinazione magica. L’assalto mette a nudo la sintesi persistente della malvagità umana.

Guido il mio treno di pensieri lungo i binari fino al punto zero.

Provo a dimenticare perché i tempi sono strani.

Gli animali si nascondono nella loro tana.

Quando le foglie cadono non significa che la pianta è morta.

Ogni volta che cadi, pensa che ci sono cento modi per atterrare.

Il mondo è stato disegnato con due piccole linee su un bastoncino,

ma da questo terremoto ne viene fuori solo uno,

un po’ più a nord.

Se fossimo in un film inizierebbe a piovere.

Tuttavia, a nord il sole tramonta ancora.

E se potessi strappare gli alberi, salirei fino alla cima

a guardare come sarà la nostra vita.

C’è una vite rampicante nelle mie fondamenta.

Mi chiedo se potrei morire per privazione del sonno.

Le parole pendono pesanti,

perché noi non siamo i reduci,

ma siamo i non morti.

Parlare del futuro con una favola della buonanotte.

Tutti rintanati nel nostro mondo in frantumi,

seduti su un tappeto che immaginiamo magico.

Ascolto i passi e la TV del vicino attraverso i muri,

mi fa sentire come se potessi volare.

Deve esserci una combinazione di persone nel mio subconscio.

Sentirsi al sicuro all’interno di un bunker che non esiste.

La sveglia sta suonando e sta scoprendo il mio bluff.

Non sono bravo a mentire.

Posso parlare e volare con le crocerossine di Santa Sofia.

Sono così bravo a sognare.

È novembre e non ho niente da fare.

Tra qualche settimana tornerò in studio e finiremo il disco.

Fino ad allora mi limiterò a preparare frullati,

spegnerò i film e respirerò.

Tutto rimane solo un grande soccorso blu.

Nessuno può dirmi cosa c’è che non va in me.

Basta solo un po’ di pioggia perché tutte queste parole false vengano lavate via.

In un freddo pomeriggio, casualmente, hai camminato dentro il mio universo

e mi hai detto: “Ciao, tu hai bellissimi occhi castani”.

Non dicesti così, capitano?

L’amore si è trasformato in gioco.

Il gioco è diventato un’anima spezzata.

L’anima si è trasformata in una guerra.

Dovresti saperlo che tutto è lecito in amore e in guerra.

Hanno preso il mio nome, il mio sangue,

e mi hanno chiesto la mia età.

Mi hanno detto che tutti gli amici stavano arrivando,

quando erano solo in ritardo.

Ma oh buon Dio, non voglio andare al fronte.

Che razza di idioti siamo?

Ci è stato fatto il lavaggio del cervello,

e tutta una vita da topi di laboratorio nei barattoli

ha marchiato i sogni per secoli.

Avrò un biglietto in più da vendere

per un breve viaggio in un inferno personale.

Passerò attraverso una cipolla di segreti

che mi rende troppo spaventato per raccontare.

Ho provato una camicia del fronte,

ma le mani che non finiscono dove iniziano le mani.

Un amico mi ha scattato una foto,

ma non aveva alcuna somiglianza con il mio viso.

Sono sopra di te a leggere il tuo valore.

Improvvisamente sto facendo da madre alla morte,

in termini sconosciuti.

Mi siedo per stringerti la mano.

Raccolgo i mesi passati

senza perdere tempo con le riflessioni.

Il vero potere si mostra restando in silenzio.

✒️  NOTA D’AUTORE

 

 UN TESTO NATO IN ASCOLTO, NON PER SPIEGARE UNA CANZONE, MA PER ATTRAVERSARLA. 

🎧 STATO D’ASCOLTO

  • Volume emotivo: ovattato
  • Colore sonoro: grigio ferro
  • Tipo di voce: memoria spezzata sotto pressione
  • Tessitura emotiva: post-traumatica, introspettiva, trattenuta

Questa è una narrazione poetica post-traumatica, una sorta di diario di guerra del tempo presente, dove le guerre non sono solo quelle con le armi, ma quelle invisibili, interiori, quotidiane — combattute nel silenzio delle case, nelle insonnie, nei farmaci, nei ricordi.

È anche un grido contro l’indifferenza sociale, e una riflessione sul valore personale, che resta invisibile finché qualcuno non ci guarda davvero.

©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi