©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi
You called out to our country
And you whispered to those in pain
Now you belong to heaven
And the stars spell out your name.
(da Candle in the wind, Elton John)
Ouverture
Tanto tempo fa ho conosciuto Tchaikovsky, un giovane eccentrico allevato da sangue reale. Ero un po’ curioso: vedevo un personaggio ispirato alla vita del tempo, una tenuta pittoresca sulle vaste colline color smeraldo.
Mi disse, succhiando la pipa: Ora lascia che ti presenti mio fratello, un gentiluomo amareggiato, stoico. Ti piacerebbe vedere il nostro sacro segreto? Vengo qui a tarda notte a pregare al lume di candela per guardare attraverso il passato, sono ancora vestito con abiti reali, un santo dietro l’altare. Durante i tempi di guerra la leggenda è stata rintracciata, vieni ad assaggiare un’annata rara: tutti i vini pregiati migliorano con l’età. Voglio dirtelo ancora una volta, sono entrato in un grande giro promettendoti una vasta avventura, ma non è così; e ora sono confuso. Prova a perdonare i soldati e il vino, le favole e i racconti, tutto tramandato nel tempo, vai e racconta al mondo la mia storia.
La luce che ora mostro per guidare ogni mio passo è un’assicurazione se vacillo sulla mia strada, è ciò che dio ora ha abbandonato e che l’uomo non ha mai visto, sono le richieste degli inferni sottostanti. Tutti i miei anni di piaceri terreni hanno dato sostegno al mio egoismo, richiedo il sacro diritto di bruciare all’inferno, o di concedermi le ali come tuo messaggero catturato dal burlone e dallo sciocco, attratto dalle promesse delle donne e dal pizzo delle gonne, l’oro, il cotone e le perle. È il posto dove si annida tutta l’oscurità di cui hai bisogno, il luogo sulla mappa da cui nessuno è mai tornato. L’avarizia e l’avidità ti porteranno oltre il mare infinito, ti lasceranno alla deriva nelle acque basse e affogherai negli oceani della Storia, tutti a bordo adesso, non vogliamo salpare con questa folla di folli.
Su con la testa, proteggi la tua preoccupazione da ciò che non troverai mai.
Il mare e la roccia sottostante sono l’armatura verso la risacca. Le ossa, il sangue e i denti si erodono a ogni onda che si schianta. La piuma riempie il terreno e la gravità ne è orgogliosa, agitando la tua faccia a malapena sbatti le palpebre, sono i giorni delle stelle al tramonto, artisti in gabbia a scrivere una romanza o una canzone d’amore, ma poi ne esce un lamento.
Ricordo un sogno nel tempo passato quando la speranza era alta e la vita valeva la pena di essere vissuta, l’amore non sarebbe mai morto, ero giovane e senza paura, i sogni diventano immagini reali, usati e stregati; e non c’è alcun riscatto da pagare, ma le tigri vengono di notte con le loro fauci morbide come il tuono e fanno a pezzi le tue speranze trasformando i tuoi sogni in vergogna. È mezzanotte e la luna ha perso la memoria, sorride da sola alla luce dei lampioni, sembra battere un avvertimento fantastico, ma qualcuno borbotta e i lampioni si spengono, presto sarà mattina e dovrò pensare a una nuova giornata.
Terminal act
Una piccola festa non ha mai fatto male a nessuno. Questo è quello che dicono i tuoi amici: resta fuori fino a tardi. Hai messo in gioco la tua vita, spendi come una pistola. Freddo e insicuro, stai cercando di segnare. Ma quando tutti ti salutano, cerchi di ignorarli perché tu vuoi di più.
Siamo nati per essere liberi. Possiamo ballare sulla H dell’insegna di Hollywood finché non rimarremo senza fiato. Non c’è più notte, solo cieli azzurri per sempre, siamo i capitani delle stesse nostre anime, siamo soli, prendiamo il controllo. È una storia d’amore per la nuova era, per la sesta pagina, vento tra i capelli e mano sulla nuca, mah… possiamo festeggiare più tardi? L’estate è nell’aria e il paradiso è nei tuoi occhi.
Potrei essere il tuo inno nazionale, il denaro non è la ragione per cui esistiamo, lo sanno tutti, è un dato di fatto, non penso che ti comprerò un sacco di diamanti, siamo una furia veloce e una tristezza malata, vincere e cenare, bere e guidare, acquisti eccessivi, overdose e morte: sulle nostre droghe, sul nostro amore, sui nostri sogni e sulla nostra rabbia.
Sfocando i confini tra il reale e il falso, buio e solitario, ho bisogno di qualcuno che mi sostenga, tienimi al sicuro nel tuo hotel sul campanile. I soldi non sono l’inno del successo, mettiti il vestito da festa e il tuo mascara e fammi una standing ovation.
Non mi scambiare per un’edera velenosa, possiamo tornare a Parigi o restare a Woodstock dove non sanno chi siamo.
La tua poesia è scarsa e dai la colpa ai notiziari, non posso cambiare la situazione e nemmeno il tuo umore, parli ai muri quando la festa si annoia di te, e so che è vero che le visioni raramente sono ciò che sembrano. Devi amarmi subito come mi amavi una volta in un sogno, conosco quello sguardo nei tuoi occhi, è un luccichio familiare.
Volevo trovare il posto in cui l’acqua diventa vino, ma sento che non sto arrivando da nessuna parte rischiando di appassire, lascia che la storia mi guidi, lascia fluire i sentimenti, non faticare a relazionarti e aiuta la memoria a fuggire, sto annegando nell’esitazione e tutte le migliori creazioni sono in fiamme, al suolo. Vedo solo riflessi di luce sulla gabbia che mi avvolge.
©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi