©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi
La Gazza ladra, Gioacchino Rossini (Ouverture), 1817
Common people, The pulp, 1995
Cavalcata delle valchirie, Richard Wagner, 1851
Heroes, David Bowie, 1977
Apertura
Era tardo autunno e il sole stava per tramontare sopra Berlino. Prova a suonare queste, disse Bowie, sono le armonie della sera: una raccomandazione per chi volesse raggiungere una sensibilità romantica e un messaggio che ancora abbraccia la vita tutta intera.
Nell’insistere che il culto della personalità è meno dannoso del culto dell’anonimato, nella formazione di un artista, il primo requisito era il miglioramento dell’essere umano, ed è forse questo che ci spiega come è stato possibile toccare il cuore di tanta gente.
Tre brevi pause attorno al rock
Rock al passato, come lo vedi?
Quando proviamo a addentrarci nel passato, vediamo uno spettacolo trascinante, educativo, storico e entusiasmante, sempre apprezzato dal pubblico, che ne resta affascinato, lasciandosi coinvolgere dal ritmo crescente e dirompente. Cogliendo al meglio le nozioni raccontate tra un brano e l’altro, si scoprono le radici della musica moderna.
Rock al presente, come lo senti?
Non c’è molto stasera alla radio, i reality mi uccidono l’anima e in troppi vogliono cantare al mio funerale. Vai a prenotare gli accordi, starò sveglio fino a tardi, sono stato lontano dall’essere okay, ma so che sono tanti coloro che mi vogliono amare.
Non è un pasticcio di gelato, non è lo scroscio dello sciacquone, sono tante perle e gemme che danzano sulle cascate dello Yellowstone.
Rock al futuro, come lo immagini?
I timori che l’intelligenza artificiale possa superare quella umana non tengono conto di due fattori: la nostra mente è generata da un corpo e inserita in un ambiente permanentemente in modificazione. Siamo qualitativamente diversi dagli altri animali, riusciamo a separare simboli e realtà percepita. Sarà una musica diversa, più industriale, piena di numeri e sigle, ma povera di contenuti.
Personalmente, penso a una partitura che non avrò modo di danzare.
Passato, presente, futuro
La baia degli errori non potrebbe essere più chiara. Togli la mia mano dalla tua, voglio lasciarti ballare con un fantasma, esce sangue dalle mie orecchie e vedo uno stupido allo specchio: non ti sembra una danza lenta e mortale?
Non ti preoccupare e vaglia tra le pile, se l’anima chiama sa bene che l’accordo è finito.
Prostrato sul mio tablet, ho tracciato le Ande con il tuo indice, hai vantato di quando, dove e con chi andrai sul palco, ma non fraintendere il mio affetto per un ulteriore riscatto in pieno stile nebuloso.
Puoi dirmi come è iniziato l’universo? È iniziato con un lamento, poi è arrivato il botto.
Con perfetta nonchalance, il mare mandò via i lineamenti, nulla da sminuire e niente da migliorare.
Pastori caucasici in una tempesta di sabbia, col loro gregge alla base di una montagna da arrampicata, un ammasso di animali senza speranza, l’aria lassù è così fresca e pulita e tutta la fede e la speranza vanno al loro posto.
Continua a giocare secondo le regole, gli dèi possono lanciare un dado a qualcuno laggiù, il vincitore prende tutto e il perdente deve cadere, è semplice ed è chiaro, le regole devono essere rispettate, saranno i giudici a decidere e non gli spettatori dello show, il gioco è di nuovo aperto e qualcuno verrà a stringerti la mano.
Guarda avanti sullo schermo, quelle creature sottili e perfette hanno meno di vent’anni, i loro occhi si incontrano, il contatto è molto più di quanto le parole possono trasmettere, un breve tragitto e sono arrivati.
Se ti allontani dallo schermo, puoi vedere un’altra versione, lei è nera e lui è bianco, dal ritorno del lavoro li attende un’altra sera arrabbiata, incomprensioni, poi inizia la rottura ed eccoci a tarda notte, siamo entrambi rifugiati, se vuoi puoi fingere, ma il posto sbagliato è ovunque, se non trovi la ragione.
I danni procurati definiscono il nostro confine, tutto ciò che conta è forgiato nella fiamma. Possiamo comunque condividere i nostri rammendi, la tristezza, come un pendolo, ci trascina avanti e indietro, l’onore come destino e l’odio come debito non sono la nostra àncora, a quanto pare, ma potrebbero diventarlo, o pensi che saranno solo piume, non credi?
Che crescendo radioso, parata del nastro telescrivente, i nostri capelli e la nostra pelle come Marylin Monroe in un dopovento, il tempo è denaro e lo abbiamo sprecato, ogni centesimo, sui politici, sull’acqua fantastica, sulle armi e sulla chirurgia plastica, persino i delfini si sono fatti avanti, segnalando il sipario finale in tutto il suo sfarzo atomico.
Che spettacolo glorioso ammirare i coriandoli del fungo nucleare, mente e corpo spazzati via in un baleno.
La tua carriera ti calza come un guanto, sapendo che nessun ordine può arrivare dall’alto, lavoro e ancora lavoro, e che dio ce la mandi buona.
Questa volta, prima che la tua occasione se ne sia andata, capitalizza questo ruolo da protagonista e sarai tu… finalmente libero.
Fai il primo passo e raggiungi il domani, viviamo così in fretta, le nostre strade deserte e fredde non sono lastricate d’oro, come puoi migliorare la tua vita se prendi il posto in seconda fila.
Adatta l’azione alla parola, non cercare il sesso nel paese delle fate, gioca per vincere.
Dite al mondo che la fortuna sta arrivando, polvere d’oro che cade, le linee che ronzano e le notti sono più lunghe, voliamo sulla città per guardare il sole tramontare, ci hanno detto che un principe deve essere trovato, questo messaggio ha mandato in frantumi le nostre finestre, ora paga, esaurisci, allenati e prova a vivere, solo allora vinci la partita.
Chi mai può ricordare chi è il leader, uno showman dalla voce pacata, accettato e incoraggiato, mentre sotto le città parlano del rimescolamento del denaro, il potere della scelta e il potere della ragione, il potere della voce è la chiave del mondo, conta solo le volte in cui il brivido, nelle loro parole, ti lascia congelare, un certo sorriso nasconde la carta più alta e al di là di questo luogo, la pioggia cade forte, ma la salvezza suona chiara.
Come dicevano sempre i nostri genitori: la vita è breve, al diavolo le parole, al diavolo il terrore, è così inutile dedicare l’età a una persona insensibile. Bene, quel momento fugace è breve, è una perdita di lezione, uno spreco di tempo, lasciati catturare dagli spiriti a te affini.