©2024 MA.G | Mauro Giacobazzi
ITALIAN SONG LIST#5
Umberto Tozzi / GLORIA (1978)
Autore (testo e musica)
Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi
“Sciogli questa neve che soffoca il mio petto…”
Cosa fa l’amore quando si perde?
Diventa peso, calore fuori stagione, una scappatella estiva. Vorrei toglierti le ali e leggere le tue linee come una zingara solitaria. La città ora è tranquilla, come se trattenesse il respiro: tra il gioiello della vittoria e l’abisso della miseria, in quella frazione di secondo che sa di divinità.
Le labbra della meraviglia ti baciano e, quando tutto finisce, la sensazione resta. L’estasi puoi pregarla, ma non la possiedi mai davvero: è un modo di piangere per un lieto fine.
Fiori al vinile
È meglio che qualcuno porti un fotografo. Un lampo, uno scorcio di seno perfetto in fragile abito floreale. Una figura snella, una passeggiata privata e una bellezza fuori servizio, ma con funzionalità impeccabili. Non è mai stata timida: sa che l’amore arriverà con il fotografo.
Scatto di osservazione del corpo, trappola per la ricerca dell’anima. Rinnoviamo il look, taglio e cambiamo scena. Portami solo uno scorcio d’amore.
Ebbene, mi siedo e ascolto passi sentimentali. Possiamo camminare per ventidue miglia, se non ti annoi troppo. Ho bisogno della tua simpatia per divertirmi un po’. La notte scorsa è stata selvaggia, ora il sangue caldo si è raffreddato: lo sappiamo bene entrambi.
Da dove hai preso il tuo nome? Dove potrei incontrarti tra mezz’ora, con quel sorriso storto che ci fa sentire tutti goffi? Ti senti sotto pressione per quel vestito che indossi? Ora provo a chiederti dove andrà a finire la tua vita, quando sai che qualcosa di stupido ogni tanto ti piacerebbe fare. Nessuna domanda e nessun dubbio. A cosa serve la tua presenza? Pensa a un amico, a un nemico, auguro a loro tutto il tuo amore. Poi senti l’amore tornare, infinito, e subito dopo andare via.
Si cattura l’amore quando va via. Sembra che quell’uomo sia stato sorpreso dal ridicolo: troppo avanti, troppo fisico. Ne prenderò un’altra fetta con sua madre in dote, tanto è un ricco scapolo. Vedo solo perdenti perdere ovunque; se perderò, perderò solo le cure.
Come ti senti ora, Gloria? Accendi la sigaretta e poi baciami. Guarda i miei occhi, brevemente. La tua giacca di pelle mente, impone appiccicosità di sidro di more. Dai un’occhiata: il rimbalzo di ogni maschio dietro di te è come biglie dentro la lavatrice.
E se anche i tuoi occhi aperti mi fissano annoiati, stasera non mi importa. Non mi chiedi come mai si sente questa ragazza. Il tuo diario aperto là, sul pavimento, un piccolo libro nero come prova che mi invita a tornare. Mi hai dato un elenco di tutti i motivi per cui l’hai fatto. Hai detto che avevo labbra come petali che si schiudevano da un bocciolo. Avrei potuto strappare i petali e le pagine, strapparli fino al sangue, strappare tutto ciò che c’è di buono. Ma voglio che tu legga qualsiasi diario e ogni parola che ti ho lasciato, ora.
So come and dance with me…
Sei l’uomo con tutti i fianchi di cuoio, capelli e fianchi appiccicosi, barba incolta sulle mie labbra appiccicose. Stai ballando come un bellissimo guerriero, mi stai appestando, servito su un piatto d’argento. Sei l’unico che avrei mai voluto: così sexy e così il paradiso. Un lupo non può cacciare senza la sua preda. I demoni danzano accanto al fuoco, ma stasera migrano al mio capezzale.
🎧 Stato di ascolto
🔊 Volume emotivo: alto, insistente, in salita continua
🌑 Colore sonoro: bianco accecante e asfalto caldo
🗣️ Tipo di voce: chiamata, eco, invocazione
🕯️Tessitura emotiva: tensione, desiderio non appagato, moto perpetuo
💭 Nota d’autore:
Gloria, nella versione inglese interpretata da Laura Branigan (1982), rielabora il brano originale spostandone il significato verso un racconto di ambizione, esposizione e perdita dell’innocenza, mantenendo però intatta la tensione emotiva che ne ha decretato il successo.
La canzone è stata per diverse settimane al primo posto in Canada e ai primissimi posti delle classifiche statunitensi: un risultato unico per un brano di origine italiana.
I miei esperimenti sulle canzoni italiane prendono in esame soprattutto testi dal carattere allegorico, capaci di combaciarsi in modo naturale con il ritmo musicale. Non è un’operazione semplice nella nostra lingua, più classicheggiante per struttura e cadenza. Le basi armoniche del rock, infatti, sono nate e si sono sviluppate in stretta relazione con l’inglese; è proprio questo binomio — lingua e impianto musicale — ad aver consacrato il successo internazionale di Gloria.
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